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Legislazione correlata
-01-
SICUREZZA IMPIANTI


DL 112/2008 [art. 35]
Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria.
25 Giugno 2008

DM 22/01/08 [37/2008]
Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici.
22 Gennaio 2008

LEGGE 239/2004
Riordino del settore energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia.
23 Agosto 2004

Dpr 392/94
Regolamento recante disciplina del procedimento di riconoscimento delle imprese ai fini dell'installazione, ampliamento e trasformazione degli impianti nel rispetto delle norme di sicurezza.
18 Aprile 1994

DM 24/08/92
Modificazioni al decreto ministeriale 22 aprile 1992 concernente la formazione degli elenchi dei soggetti abilitati alle verifiche in materia di sicurezza degli impianti.
24 Agosto 1992

DM 11/06/92
Approvazione dei modelli dei certificati di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali delle imprese del responsabile tecnico ai fini della sicurezza degli impianti.
11 Giugno 1992

DM 22/04/92
Formazione degli elenchi dei soggetti abilitati alle verifiche in materia di sicurezza degli impianti.
22 Aprile 1992

DM 20/02/92
Approvazione del modello di dichiarazione di conformità dell'impianto alla regola dell'arte di cui all'art. 7 del regolamento di attuazione della Legge 5 marzo 1990, n. 46, recante norme per la sicurezza degli impianti.
20 Febbraio 1992

Dpr 447/91
Regolamento di attuazione della Legge 5 Marzo 1990 n. 46 in materia di sicurezza degli impianti.
6 Dicembre 1991

Legge 46/90
Norme per la sicurezza degli impianti.
5 Marzo 1990


   
 

LEGISLAZIONE



DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA - Dpr 447/91

Regolamento di attuazione della Legge 5 Marzo 1990 n. 46 in materia di sicurezza degli impianti.

6 Dicembre 1991, n° 447


 

Il Presidente della Repubblica

Visto l’art. 87, quinto comma della Costituzione;
Visto l’art. 15 della legge 5 marzo 1990, n. 46, recante norme per la sicurezza degli impianti;
Vista l’art. 17, comma 1, lettera b), della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell’adunanza generale del 27 giugno 1991;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 6 novembre 1991;
Sulla proposta del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato;

EMANA

il seguente regolamento:

Art. 1
Ambito di applicazione

1. Per edifici adibiti ad uso civile, ai tini del comma 1 dell’art. 1 della legge 5 marzo 1990, n. 46, di seguito denominata "legge", si intendono le unità immobiliari o la parte di esse destinate ad uso abitativo, a studio professionale o a sede di persone giuridiche private, associazioni, circoli o conventi e simili.

2. Sono soggetti all’applicazione della legge, per quanto concerne i soli impianti elettrici di cui all’art. 1, comma 1, lettera a), della legge, anche gli edifici adibiti a sede di società, ad attività industriale, commerciale o agricola o comunque di produzione o di intermediazione di beni o servizi, gli edifici di culto, nonché gli immobili destinati ad uffici, scuole, luoghi di cura, magazzini o depositi o in genere a pubbliche finalità, dello Stato o di enti pubblici territoriali, istituzionali o economici.

3. Per impianti di utilizzazione dell’energia elettrica si intendono i circuiti di alimentazione degli apparecchi utilizzatori e delle prese a spina con esclusione degli equipaggiamenti elettrici delle macchine, degli utensili, degli apparecchi elettrici in genere. Nell’ambito degli impianti elettrici rientrano anche quelli posti all’esterno di edifici se gli stessi sono collegati ad impianti elettrici posti all’interno. Gli impianti luminosi pubblicitari rientrano altresì nello stesso ambito qualora siano collegati ad impianti elettrici posti all’interno.

4. Per impianto radiotelevisivo ed elettronico si intende la parte comprendente tutte le componenti necessarie alla trasmissione ed alla ricezione dei segnali e dei dati ad installazione fissa funzionanti in bassissima tensione, mentre tutte le componenti funzionanti a tensione di rete nonché i sistemi di protezione contro le sovratensioni sono da ritenersi appartenenti all’impianto elettrico. Per gli impianti telefonici interni collegati alla rete pubblica, continua ad applicarsi il decreto 4 ottobre 1982 del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 8 del 10 gennaio 1983, con riferimento all’autorizzazione, all’installazione e agli ampliamenti degli impianti stessi.

5. Per impianto del gas a valle del punto di consegna si intende l’insieme delle tubazioni e dei loro accessori dal medesimo punto di consegna all’apparecchio utilizzatore, l’installazione ed i collegamenti del medesimo, le predisposizioni edili e/o meccaniche per la ventilazione del locale dove deve essere installato l’apparecchio, le predisposizioni edili e/o meccaniche per lo scarico all’esterno dei prodotti della combustione.

6. Per impianti di protezione antincendio si intendono gli idranti, gli impianti di spegnimento di tipo automatico e manuale nonché gli impianti di rilevamento di gas, fumo e incendio.

Art. 2
Requisiti tecnico-professionali

1. Con la dizione "alle dirette dipendenze di un’impresa del settore" di cui all’art. 3, comma 1, lettera b) e c), della legge deve intendersi non solo il rapporto di lavoro subordinato ma altresì ogni altra forma di collaborazione tecnica continuativa nell’ambito dell’impresa artigiana da pane del titolare, dei socio dei familiari.

Art. 3
Certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali

1. Il certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali è rilasciato alle imprese artigiane dalla commissione provinciale per l’artigianato che ha provveduto all’accertamento dei requisiti a norma dell’art. 4 della legge o al riconoscimento degli stessi a norma dell’art. 5, comma 1.

2. Alle altre imprese singole o associate o al responsabile tecnico di cui al comma 2 dell’art. 1 della legge, il certificato di riconoscimento è rilasciato dalla camera di commercio competente presso la quale è stata presentata la domanda di cui all’art. 5, comma 2, della legge o presso la quale si è concluso positivamente l’accertamento di cui all’art. 4 della legge ad opera della commissione nominata dalla giunta della medesima camera di commercio.

3. Il certificato è rilasciato sulla base di modelli approvati con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, che fisserà altresì le modalità per l’effettuazione di periodiche verifiche circa la permanenza in capo alle imprese dei requisiti tecnico-professionali.

Art. 4
Progettazione degli impianti

1. Fatta slava l’applicazione di norme che impongono una progettazione degli impianti, la redazione del progetto di cui all’art. 6 della legge è obbligatoria per "installazione", la trasformazione e l’ampliamento dei seguenti impianti:

 

a) per gli impianti elettrici di cui all’art. 1, comma 1, lettera a), della legge, per tutte le utenze condominiali di uso comune aventi potenza impegnata superiore a 6 kW e per utenze domestiche di singole unità abitative di superficie superiore a 400 m²; per gli impianti effettuati con lampade fluorescenti a catodo freddo, collegati ad impianti elettrici, per i quali è obbligato il progetto e in ogni caso per impianti di potenza complessiva maggiore di 1200 VA rese dagli alimentatori;

 

b) per gli impianti di cui all’art. 1, comma 2, della legge relativi agli immobili adibiti ad attività produttive, al commercio, al terziario e ad altri usi, quando le utenze sono alimentate a tensione superiore a 1000 (inclusa la parte in bassa tensione, o quando le utenze sono alimentate in bassa tensione qualora la superficie superi i 200 m²;

 

c) il progetto è comunque obbligatorio per gli impianti elettrici con potenza impegnata superiore o uguale a 1,5 kW per tutta l’unità immobiliare provvista, anche solo parzialmente, di ambienti soggetti a normativa specifica del comitato elettrotecnico italiano (CEI), in caso di locali adibiti ad uso medico per i quali sussista, pericolo di esplosione o maggior rischio di incendio;

d) per gli impianti di cui all’art. 1, comma 1, lettera b), della legge, per gli impianti elettronici in genere, quando coesistono con impianti elettrici con obbligo di progettazione nonché per gli impianti di protezione da scariche atmosferiche in edifici di volume superiore a 200 m³ dotati di impianti elettrici soggetti a normativa specifica CEI o in edifici con volume superiore a 200 mc e con un’altezza superiore a 5 metri;

 

e) per gli impianti di cui all’art. 1, comma 1, lettera c), della legge, per le canne fumarie collettive ramificate, nonché per gli impianti di climatizzazione per tutte le utilizzazioni aventi una potenzialità frigorifera pari o superiore a 40.000 frigorie/ora;

f) per gli impianti di cui all’art. 1, comma 1, lettera e), della legge, per il trasporto e l’utilizzazione di gas combustibili con portata termica superiore a 34,8 kW o di gas medicali per uso ospedaliero e simili, nel caso di stoccaggi;

g) per gli impianti di cui all’art. 1, comma 1, lettera g), della legge, qualora siano inseriti in un’attività soggetta al rilascio del certificato prevenzione incendi e comunque quando gli idranti sono in numero pari o superiore a 4 o agli apparecchi di rilevamento sono in numero poh o superiore a 10;

2. I progetti debbono contenere gli schemi dell’impianto e i disegni planimetrici, nonché una relazione tecnica sulla consistenza e sulla tipologia dell’installazione, della trasformazione o dell’ampliamento dell’impianto stesso, con particolare riguardo all’individuazione dei materiali e componenti da utilizzare e alle misure di prevenzione e di sicurezza da adottare. Si considerano redatti secondo la buona tecnica professionale i progetti elaborati in conformità alle indicazioni delle guide dell’Ente italiano di unificazione (UNI) e del CEI.

3. Qualora l’impianto a base di progetto sia variato in opera, il progetto presentato deve essere integrato con la necessaria documentazione tecnica attestante tali varianti in corso d’opera, alle quali, oltre che al progetto, "installatore" deve fare riferimento nella sua dichiarazione di conformità.

Art. 5
Installazione degli impianti

1. I materiali e componenti costruiti secondo le norme tecniche per la salvaguardia della sicurezza dell’UNI e del CEI, nonché nel rispetto della legislazione tecnica vigente in materia di sicurezza, si considerano costruiti a regola d’arte.

2. Si intendono altresì costruiti a regola d’arte i materiali ed i componenti elettrici dotati di certificati o attestati di conformità alle norme armonizzate previste dalla legge 18 ottobre 1977, n. 791, o dotati altresì di marchi di cui all’allegato IV del decreto del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato 13 giugno 1989, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 171 del 24 luglio 1989.

3. Gli impianti realizzati in conformità alle norme tecniche dell’UNI e del CEI, nonché alla legislazione tecnica vigente si intendono costruiti a regola d’arte.

4. Nel caso in cui per i materiali e i componenti gli impianti non siano state seguite le norme tecniche per la salvaguardia della sicurezza dell’UNI e del CEI, l’installatore dovrà indicare nella dichiarazione di conformità la norma di buona tecnica adottata.

5. In tale ipotesi si considerano a regola d’arte i materiali, componenti ed impianti per il cui uso o la cui realizzazione siano state rispettate le normative emanate dagli organismi di normalizzandone di cui all’allegato II della direttiva n. 83/189/CEE, se dette norme garantiscono un livello di sicurezza equivalente.

6. Per interruttori differenziali ad alta sensibilità si intendono quelli aventi corrente differenziale nominale non superiore ad 1A. Gli impianti elettrici devono essere dotati di interruttori differenziali con il livello di sensibilità più idoneo ai fini della sicurezza nell’ambiente da proteggere e tale da consentire un regolare funzionamento degli stessi. Per sistemi di protezione equivalente ai fini del comma 2 dell’art. 7 della legge, si intende ogni sistema di protezione previsto dalle norme CEI contro i contratti indiretti.

7. Con riferimento alle attività produttive si applica l’elenco delle norme generali di sicurezza riportate nell’art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 31 marzo 1989, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 93 del 21 aprile 1989. 8. Per l’adeguamento degli impianti già realizzati alla data di entrata in vigore della legge è consentita una suddivisione dei lavori in fasi operative purché l’adeguamento complessivo avvenga comunque nel triennio previsto dalla legge, vengano rispettati i principi di progettandone obbligatoria con riferimento alla globalità dei lavori e venga rilasciata per ciascuna fase la dichiarazione di conformità che ne attesti l’autonoma funzionalità e la sicurezza. Si considerano comunque adeguati gli impianti elettrici preesistenti che presentino i seguenti requisiti: sezionamento e protezione contro le sovracorrenti, posti all’origine dell’impianto, protezione contro i contatti diretti, protezione contro i contatti indiretti o protezione con interruttore differenziale avente corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA.

Art. 6
Attività di normazione tecnica

1. L’UNI ed il CEI svolgono l’attività di elaborazione di specifiche tecniche per la salvaguardia della sicurezza di cui all’art. 7 della legge, anche sulla base di indicazioni del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato - Direzione generale della produzione industriale e di osservazioni della commissione permanente di cui all’art. 15, comma 2, della legge ed inviano semestralmente alla Direzione generale predetta la descrizione dei lavori svolti in tale settore, per "attribuzione delle somme, di cui all’art. 8 della legge, che verranno erogate secondo criteri da determinarsi con regolamento del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministro del tesoro.

Art. 7
Dichiarazione di conformità

1. La dichiarazione di conformità viene resa sulla base di modelli sposti con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentiti l’UNI e il CEI.

2. La dichiarazione di conformità è rilasciata anche sugli impianti realizzati dagli Uffici tecnici interni delle ditte non installatrici, intendendosi per uffici tecnici interni le strutture aziendali preposte all’impiantistica.

3. Copia della dichiarazione è inviata dal committente alla commissione provinciale per l’artigianato o a quella insediata presso la camera di commercio.

Art. 8
Manutenzione degli impianti

1. Per la manutenzione degli impianti di ascensori e montacarichi in servizio privato continuano ad applicarsi le disposizioni di cui all’art. 5 della legge 24 ottobre 1942, n. 1415.

2. Per interventi di ordinaria manutenzione degli impianti si intendono tutti quelli finalizzati a contenere il degrado normale d’uso nonché a far fronte ad eventi accidentali che comportino la necessità di primi interventi, che comunque non modifichino la struttura essenziale dell’impianto o la loro destinazione d’uso.

Art. 9
Verifiche

1. Per l’esercizio della facoltà prevista dall’art. 14 della legge, gli enti interessati operano la scelta del libero professionista nell’ambito di appositi elenchi conservati presso le camere di commercio e comprendenti più sezioni secondo le rispettive competenze.
Gli elenchi sono formati annualmente sulla base di documentata domanda di iscrizione e approvati dal Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato.

2. Con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentiti gli ordini e i collegi professionali, sono adottati schemi uniformi di elenchi e di sezioni a cui dovranno adeguarsi gli elenchi e le sezioni predisposti dalle camere di commercio.

3. I soggetti direttamente obbligati ad ottemperare a quanto previsto dalla legge devono conservare tutta la documentazione amministrativa e tecnica e consegnarla all’avente causa in caso di trasferimento dell’immobile a qualsiasi titolo, nonché devono darne copia alla persona che utilizza i locali.

4. All’atto della costruzione o ristrutturazione dell’edificio contenente gli impianti di cui all’art. 1, comma 1 e 2, della legge, il committente o il proprietario affiggono ben visibile un cartello che, oltre ad indicare gli estremi della concessione edilizia ed informazioni relative alla parte edile, deve riportare il nome dell’installatore dell’impianto o degli impianti e , qualora sia previsto il progetto, il nome del progettista dell’impianto o degli impianti.

Art. 10
Sanzioni

1. Le sanzioni amministrative, di cui all’art. 16, comma 1, della legge, vengono determinate nella misura variabile tra il minimo e il massimo, con riferimento alla entità e complessità dell’impianto, al grado di pericolosità ed alle circostanze obiettive e soggettive della violazione.

2. Le sanzioni amministrative sono aggiornate ogni cinque anni con regolamento del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sulla base dell’evoluzione tecnologica in materia di prevenzione e sicurezza e della svalutazione monetaria.

3. Le violazioni della legge accertate, mediante vetrificato in qualunque altro modo, a carico delle imprese installatrici sono comunicate alla commissione di cui all’art. 4 della legge, competente per territorio, che provvede all’iscrizione nell’albo provinciale delle imprese artigiane o nel registro delle ditte in cui l’impresa inadempiente risulta iscritta, mediante apposito verbale.

4. La violazione reiterata per più di tre volte delle norme relative alla sicurezza degli impianti da parte delle imprese abilitate comporta altresì, in casi di particolare gravità, la sospensione temporanea dell’iscrizione delle medesime imprese dal registro delle ditte o dall’albo provinciale delle imprese artigiane, su proposta dei soggetti accertatori e su giudizio delle commissioni che sovraintendono alla tenuta dei registri e degli albi.

5. Dopo la terza violazione delle norme riguardanti la progettazione e i collaudi, i soggetti accertatori propongono agli ordini professionali provvedimenti disciplinari a carico dei professionisti iscritti nei rispettivi albi.

6. All’applicazione delle sanzioni di cui al presente articolo provvedono gli uffici provinciali dell’industria, del commercio e dell’artigianato.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addì 6 dicembre 1991

COSSIGA

Andreotti,
Presidente del Consiglio dei Ministri

Bodrato,
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato


Visto, Il Guardasigilli:
Martelli

Registrato alla Corte dei conti
il 7 febbraio 1992

Atti di Governo,
registro n. 85, foglio n. 4.

 


Il "Commento"
di SCAME


Queste disposizioni legislative prescrivono l’obbligo di fare ricorso ad installatori qualificati nel caso installazione, ampliamento o manutenzione degli impianti.

La parte più importante della legge è sicuramente la Dichiarazione di Conformità, che molto spesso, viene ridotta ad una semplice firma su un determinato modulo. Il titolare dell’impresa sottovaluta il fatto che, sottoscrivendo tale dichiarazione, si assume delle responsabilità. Prima di firmare, è necessario effettuare degli accertamenti.

L’installatore deve utilizzare componenti recanti il marchio IMQ o equivalenti europei oppure componenti sprovvisti di marchio IMQ, ma dotati di dichiarazione del costruttore sulla base di norme, componenti dotati di marcatura CE o equivalenti europei. L’installatore, acquistando materiali, deve prestare molta attenzione a queste prescrizioni.

La Dichiarazione deve riportare i seguenti allegati:

  • progetto (se obbligatorio);

  • relazione con tipologie dei materiali utilizzati
    con un riassunto sulle informazioni principali dell’impianto, una relazione in cui si dichiara di aver utilizzato componenti conformi alle norme, schede dei componenti utilizzati;

  • scheda dell’impianto realizzato

  • riferimento a dichiarazioni precedenti;

  • copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico - professionali.

 


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Rev.12.0406      

 

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