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09 dicembre 2003

Congresso FNGDME 2003
Malta 3, 4 e 5 ottobre.

Riportiamo, in sintesi, alcune riflessioni sul mercato elettrotecnico espresse dal dott. Bonetti (SCAME) al congresso FNGDME di ottobre 2003 a Malta.

-1-
Mercati chiusi
Mercati aperti

Dobbiamo tenere ben presente che operiamo in un mercato globale e rispetto a quello che succede di questi ultimi tempi riportato su tutti i media (vedi il fantasma della Cina) ci siano componenti che noi non possiamo trascurare.

Un saggio del sociologo De Masi ipotizza
- un medioevo prossimo venturo o magari
- un paese del Bengodi prossimo venturo
in cui probabilmente le tendenze economiche di questi ultimi tempi andranno a finire.
Tra 30 o 40 anni 200/250 milioni di persone produrranno tutti i beni che serviranno a tutto il pianeta e pochi riusciranno a produrre a livello agricolo quello che serve a tutti.
Bisognerà vedere se poi in Europa faremo una specie di grande Dysneyland facendo venire qui tutti in vacanza o cosa potremo fare in alternativa.

Per fortuna De Masi è un sociologo, probabilmente ha un po' il gusto dell'iperbole ed esaspera i concetti.

Al di là però dell'aumento di offerta delle nostre aziende, intendendo con "nostre aziende" le aziende europee, non possiamo assolutamente trascurare la grandissima capacità produttiva che preme ai nostri confini (che di fatto non esistono poi quasi più).

Si discute tanto se creare nuove barrire doganali, artificiose o meno, ma siamo certi che non sia questa la ricetta giusta, comunque è un dato di fatto di cui dobbiamo tenere conto al di là dei discorsi di buone intenzioni che facciamo sempre in queste circostanze.

Gli amici grossisti dicono che utilizzano solamente prodotti di qualità e a marchio e, intendiamoci bene non vogliamo dire che tutti i prodotti che arrivano dal Medio Oriente sono di cattiva qualità, diciamo solo che molti non rispettano le nostre normative.

Da parte nostra si dice: "facciamo gli extra sconti" e cerchiamo di fare i più bravi tutti insieme; diciamo: "abbiamo messo troppi uomini sul territorio" e non servono più.

Però è un dato di fatto che i forti investimenti in tutta la filiera delle nostre aziende si rivelano investimenti pesanti che non portano a casa niente.

Credo sarà gioco forza che tutti insieme si lavori sinergicamente, poiché probabilmente il monito forte è che non ci sono più risorse che possiamo mettere in gioco, non ci sono più sovrapposizioni che ci possiamo permettere.

Non possiamo più permetterci di mandare nello stesso giorno il promotore delle aziende e l'agente del distributore dallo stesso installatore!
Questo è chiarissimo.

Ma se fosse solo questo il problema, probabilmente sarebbe di più facile soluzione.

Qual è il modo di superare la crisi ?

Io credo che, lo hanno ripetuto tutti, il messaggio più di speranza sia quello che finalmente questa filiera attraverso Prosiel si sia messa in condizione di fare della attività di promozione, fatta senza che ci sia il sospetto a un elemento specifico della filiera che lo fa: o solo l'Anie, o la distribuzione, o solo chi produce energia, o solo gli installatori.

L'articolo inserito nel decreto Marzano, relativo ai recenti blackout, avrà una corsia certamente preferenziale anche al Senato, è sarà una occasione che sicuramente non potremo permetterci di perdere come filiera e dovremo cercare di valorizzare al massimo.

 


-2-
Capacità di spesa

Non ho la soluzione, ma vorrei solo porre un altro elemento di riflessione.

E' chiaro che per avere una capacità di spesa a livello generale più alta e poter così avere un impianto tecnologicamente più avanzato e più ricco, dobbiamo essere in una economia che questa ricchezza da qualche parte la deve produrre.

Ricette non ne abbiamo, ma è chiaro che la tendenza sarà sempre di più quella in cui noi europei andremo a fare sempre più prodotti di alta tecnologia, di alta sofisticazione, ma anche prodotti, diciamo così, di alta qualità intrinseca.

 


-3-
Differenziare: il "Made in Italy"

Per analogia pensiamo ai bisogni primari: il mangiare, il vestire o l'abitare.

Osserviamo, per esempio il settore alimentare: certi settori che erano nicchie stanno orami diventando segmenti. Mi riferisco al settore degli alimentari in coltivazione biologica, oppure al settore del commercio solidale con paesi del Terzo Mondo; sono settori in cui tutte le nostri mogli magari vanno tranquillamente a comprare qualcosa che costa il doppio del prodotto tradizionale che trovano al supermercato e nessuno di noi si stupisce più di tanto che succeda questo.

Osserviamo la stessa cosa nel vestire; il tessile cinese è arrivato in Europa molto prima dei nostri prodotti. Sta di fatto però che probabilmente alle vostri mogli fare indossare un abitino proveniente dal tessile cinese anziché di uno realizzato dai nostri stilisti fareste magari un po' fatica.

Allora mi chiedo io:
incominciamo a valutare se non valga la pena di privilegiare un po' il Made in Europe o il Made in Italy nella certezza di non potere fare barrire per impedire che arrivi qualcos'altro di basso prezzo, purché sia di qualità ordinaria e rispetti le norme, senza fare barriere, ma cercando di differenziare i nostri prodotti.

Sono convinto che questo sia l'unico modo per farci trovare tutti sulla stessa barca, poiché quando ragioniamo su chi deve fare il primo passo è evidente che tutti siamo convinti che si debba smettere di fare gli "extra", ma nessuno di noi parte per primo.

Ci siamo resi conto che siamo tutti assieme in una piana alluvionale, ove ciascuno pensa a fare il proprio pezzettino di argine; è chiaro che però, alla prima piena che arriva, se l'argine non l'hanno fatto un po' tutti, si allaga anche il nostro orticello.

Mi viene in mente un concetto che sembra assurdo e contraddittorio: quello di egoismo solidale, nel senso che siamo un po' tutti condannati nel portare avanti quelli che sono gli interessi nostri aziendali, ma nel contempo a tenere conto di quelli che sono gli interessi di filiera.

Altrimenti faremo scelte tattiche di breve durata, ma non avremo quella visione strategica che ci consentirà di trovarci qui tra fra qualche anno e guardarci in faccia reincontrandoci quasi tutti.

 


Per saperne di più:

La Federazione Nazionale
Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche:ANIE

La Federazione Nazionale Grossisti
Distributori di Materiale Elettrico: FNGDME

 

Rev.16.0929      

 

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15 settembre 2017
31 dicembre 2017


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