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L'origine dell'auto elettrica

I veicoli elettrici hanno una lunga storia alle spalle. La loro origine risale al 1832, ben prima dell'invenzione del motore a combustione interna. La Francia e la Gran Bretagna furono le prime nazioni europee ad avere una diffusione significativa di veicoli elettrici a partire dalla fine del XIX secolo.

Segurono subito dopo gli Stati Uniti, con la prima applicazione commerciale su larga scala nel 1897 quando l'intera flotta dei taxi di New York divenne elettrica. Le automobili erano inizialmente disponibili in tre versioni: elettriche, a vapore e a benzina. Anche l'auto ibrida nacque in quegli anni, e la tecnologia fu sviluppata da Ferdinand Porsche.

 

Le automobili elettriche erano preferite rispetto alle altre perché erano silenziose, non vibravano, non emettevano sgradevoli odori e non avevano nemmeno il cambio. Tra il 1899 e il 1900, negli Stati Uniti le auto di tipo elettrico furono in assoluto le più vendute. Le auto a vapore invece vennero presto abbandonate perché richiedevano lunghi tempi di avviamento, fino a 45 minuti. Ma a partire dal 1920, una serie di fattori economico-ambientale segnarono un cambio di tendenza a favore dell'auto a benzina, eclissando il successo dell'auto elettrica. Innanzitutto la scoperta di grandi giacimenti di petrolio in Texas diminuì drasticamente il prezzo di mercato del carburante, e l'introduzione di importanti innovazioni come la catena di montaggio dell'industriale Henry Ford, e il motorino di avviamento, segnarono una svolta decisiva della tendenza. Queste nuove invenzioni permisero infatti di ridurre i costi di produzione e di rendere i prezzi delle auto accessibili a una maggiore fetta di mercato. Inoltre, la buona autonomia delle auto a benzina permetteva di soddisfare anche la crescente necessità di percorrere sempre più lunghe distanze.

Tra la fine degli anni sessanta e primi anni settanta l'interesse per le auto elettriche si ridestò a fronte del nascente interesse nel miglioramento della qualità dell'aria. Gli Stati Uniti a partire dal 1970 vararono il Programma di incentivazione "Federal Clean Car Incentive Program" per far fronte al vertiginoso aumento del prezzo del petrolio innescato dall'embargo dei paesi dell'OPEC e dalla guerra dello Yom Kippur del 1973, ma il programma fu presto cancellato perché non raggiunse gli obiettivi prefissati.

Negli anni novanta ci fu in USA una nuova ondata di entusiasmo e la produzione dei veicoli elettrici ricominciò, grazie anche al mandato del governo della California "Zero Emission Vehicle". Ma la tecnologia dei prototipi elettrici risultava ancora molto deficitaria rispetto a quella dell'auto tradizionale.

Negli ultimi anni un aumento costante del livello di emissioni inquinanti e dei prezzi dei carburanti dovuto alla crescente scarsità delle riserve petrolifere ha ridestato l'interesse dei governi e dell'industria verso un nuovo concetto di mobilità e ridestato una maggiore sensibilità verso un futuro più pulito. Molti paesi hanno infatti promosso nuovi programmi di ricerca e sviluppo per la realizzazione di veicoli ecologici ibridi o elettrici.

 

 

 

 

 

Rev.15.0126      

 

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